Trataka – Meditazione per principianti

Trataka – Meditazione per principianti

Non è un segreto che, ai giorni nostri, la maggior parte delle persone spesso manifestano disorientamento, esaurimento, depressione ed insoddisfazione.

Inoltre, un tipico problema dell’uomo moderno è l’affaticamento degli occhi, causato da una lunga permanenza al computer, una scarsa qualità dell’aria, un insufficiente consumo di acqua, lo stress, una guida intensa o una illuminazione inadeguata sul posto di lavoro.

Esistono alcune pratiche yoga molto semplici ma efficaci che possono aiutare a riequilibrare il nostro stato interiore, a raggiungere l’armonia, e non ultimo a migliorare la vista.

Nello yoga un tipo di meditazione per principianti è il   “Trataka”, che oltre ad essere tecnica meditativa, è contemporaneamente una tecnica di “pulizia per gli occhi” perché  ne elimina l’affaticamento e ne previene il deterioramento.

Il “Trataka” ci permette, prima di focalizzare lo sguardo, poi la mente, su un punto preciso, estraniandosi da tutto il resto.

La parola Trataka significa “fissare stabilmente una cosa“; la pratica comporta un’attenzione costante su un punto prescelto con lo sguardo fisso, con gli occhi ben aperti, facendo attenzione a non sbattere le ciglia. Una meditazione speciale per gli occhi, in cui è necessario concentrare lo sguardo sulla parte più luminosa della fiamma della candela.

Basta fare questa pratica una volta al giorno, la sera prima di andare a dormire. Il Trataka lavora con l’Ajna: Chakra del Terzo Occhio, quindi, non solo previene le malattie degli occhi, ma migliora anche l’intuizione, migliora il processo decisionale e la qualità dei sogni.

Preparazione

  1. La contemplazione della fiamma della candela viene eseguita stando seduti con la schiena dritta.
  2. La candela deve essere posizionata in modo tale che la fiamma sia all’altezza degli occhi e alla distanza del braccio.

Contemplazione

  1. Prima di iniziare la contemplazione della candela, chiudiamo necessariamente g

    li occhi per alcuni minuti e calmiamo il respiro.

  2. Apriamo gli occhi e guardiamo la fiamma. Non bisogna muoversi, ne’ batter ciglio. Dobbiamo cercare di non muovere nemmeno i bulbi oculari. Il segreto è quello di non affaticare gli occhi evitando arrossamento e lacrimazione, evitando di far scaturire le lacrime.
  3. Se gli occhi sono stanchi, li chiudiamo tranquillamente, riposiamo per 15-20 secondi, quindi riprendiamo di nuovo nella contemplazione.
  4. Nel caso ci rendessimo conto che qualche pensiero sta girando nelle nostre teste, accettiamo con calma questo fatto e poi rilasciamo il pensiero. Invece di combattere con i pensieri, semplicemente “non pensiamo” a loro.
  5. Guardando la fiamma, la vediamo così com’è. Sappiamo che la fiamma è il risultato dell’ossidazione degli idrocarburi; sappiamo che produce calore e che può bruciare; sappiamo che ha un nome – “fiamma”, ma durante la pratica del Trataka, tutta questa conoscenza deve essere dimenticata. Troppo spesso nella vita guardiamo qualcosa attraverso il prisma della nostra conoscenza e questo prisma distorce ciò che vediamo veramente. Guardiamo il fuoco, dimenticando che si chiama così; guardiamolo come farebbe un animale selvatico che non conosce il significato delle parole, ma semplicemente osserva un incendio.
  6. Alla fine della pratica, chiudiamo gli occhi per 2-3 minuti e contempliamo l’immagine della fiamma impressa sulla retina; cerchiamo di mantenere questa immagine con la nostra vista interiore il più a lungo possibile. Un segno che tutto è stato fatto correttamente,: ad un certo punto tutti gli oggetti circostanti e i loro contorni scompaiono dalla vista lasciando solo la fiamma della candela.

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