La MALA [parte prima]

La MALA (parte prima:  Cos’è)

Fonte di energia e un assistente insostituibile nella pratica dei Mantra.

Il potere sacro dei Mantra è senza confini. Vengono ripetuti molte volte nella speranza di proteggersi da tutto il male, riacquistare la salute, cogliere il senso profondo dell’universo, tutto ciò immersi in se stessi.

Recitare i Mantra è una pratica che consente di rivelare il potenziale spirituale e indirizzare la propria energia nella giusta direzione. Ogni parola, ogni suono dei Mantra trasporta nel profondo significato sacro, perché attraverso di essi l’uomo chiama e parla agli Dei.

Il JAPA (ripetizione sussurrata) e regolare può essere una benedizione per coloro che sono ad un bivio e cercano la strada giusta per il proprio essere, che vogliono scoprire il loro mondo interiore e purificare tutto quanto accumulato dentro di sè.

La Mala è lo strumento principale e indispensabile per la corretta e spirituale esecuzione dei mantra. Questo è lo scopo essenziale della collana di perline.

La Mala come strumento per la pratica dei Mantra.   L’essenza della collana di perle.

L’utilizzo della Mala risale a diversi millenni fa; questo “monile” non è solo un simbolo di una tradizione spirituale ma è uno strumento indispensabile di molti praticanti dello yoga,. Gli occidentali tendono a rappresentarlo come una sorta di collana di perle infilate su un filo molto resistente.

Formalmente, ci sono esattamente 108 perline o grani infilati su una filo. Entrambe le estremità di questo filo sono unite insieme da una ulteriore perla: la 109° su cui non si ripete il mantra e da cui viene appesa una specie di coda.

Tuttavia, questa è solo l’aspetto esteriore della collana: questo accessorio serve a raccogliere e immagazzinare l’energia della persona che lo utilizza, un oggetto in cui si accumula la vera essenza delle pratiche di meditazione attraverso i mantra.

Il Japamala con le perline infilate su un filo simboleggiano il mondo creato. Il filo (sutra) funge da simbolo del nucleo interiore, è un simbolo dell’energia primordiale, sottile, non manifestata che è la base dell’intero universo. Le perline simboleggiano la materia manifesta, visibile, rappresentata sotto forma di un’infinita varietà di mondi, e il numero di perle, pari a 108, simboleggia l’infinito.

Per poterlo utilizzare correttamente occorre partire dal grano centrale e scorrere i grani con il pollice in senso orario per muovere le perle una ad una fino a raggiungere le 108 ripetizioni.

Raggiunto il nuovamente il grano centrale, il Mala deve essere rigirato e portato nuovamente a se stesso, nella direzione opposta. Non si deve mai scavalcare il 109 evimo grano. Se si scavalca la perlina centrale si vanifica e non si ottiene nessun risultato dalla ripetizione dei mantra. Il cerchio, come simbolo, rappresenta la ruota del Samsara (la vita terrena, il mondo materiale) e, per evitare questo cerchio, arrivati al 109° grano lo spezziamo rigirandolo e invertendo la rotazione dalla parte opposta.

Normalmente il mantra viene recitato utilizzando il pollice e dito medio in modo che il suono primordiale entri nel cuore della persona e nella sua coscienza.

Qualora si usino altre dita si otterranno i seguenti risultati:

•       pollice e indice – vendetta (la modalità dell’ignoranza);

•       pollice e anulare – eliminare i problemi o guai;

•       pollice e mignolo – soddisfare tutti i desideri (buoni e cattivi).

Pertanto, il mantra dovrebbe essere ripetuto sul dito medio, poiché collegato al cuore.

I grani di preghiera sono utilizzati durante la recita dei Mantra per conteggiare il numero delle ripetizioni. Normalmente tenere a mente il conteggio impedisce alla coscienza di concentrarsi completamente sul mantra scelto, allo stesso tempo il numero delle ripetizioni è una componente molto importante per l’illuminazione spirituale.

Così, il livello iniziale di pratica è di 108 mila ripetizioni del Mantra, solo allora viene assorbito dal subconscio e gradualmente entra nella mente. Questo numero è un punto di riferimento, l’obiettivo che il praticante cerca di raggiungere.

In alcuni casi ci sono anche speciali segnalini che consentono di registrare le decine e le centinaia di ripetizioni del mantra. Ciò consente al meditatore di non essere distratto dalla concentrazione in se stesso e di non perdere il conto.

La Mala (parte seconda)

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