DRISHTI – concentrazione dello sguardo nello yoga

Nello yoga ogni dettaglio è importante: il nostro respiro, i movimenti, la posizione delle mani e anche lo sguardo. Dove guardiamo mentre pratichiamo?

Durante ogni lezione yoga sentirai spesso frasi come “rimani consapevole” o “mantieni l’attenzione al tuo interno”. Come è possibile rimanere concentrati se durante la pratica lo sguardo vaga da una parte all’altra? Sarebbe difficile per chiunque.

Al fine di dirigere l’attenzione e calmare l’attività mentale, gli antichi yogi “crearono” la tecnica della concentrazione dell’attenzione DRISHTI. Dal sanscrito significa VISIONE, SGUARDO o SAGGEZZA.

La pratica stessa infatti punta a mantenere l’attenzione attiva su un oggetto e a concentrarti su di esso. Questo aiuta a riunire tutte le tue forze e a liberare la tua energia. Se durante la pratica yoga ci distraiamo, l’energia ovviamente cala e l’effetto delle Asana o del Pranayama diminuisce.

LA TECNICA

Con gli occhi rilassati, lo sguardo è fisso e l’attenzione è rivolta verso l’interno, verso uno degli otto oggetti principali per indirizzare DRISHTI:

  • Nāsāgre नासाग्रे – Nasagra Drishti: la punta del naso. Si usa in  Sūrya Namaskāra, Tadasana, Uttānāsana and Caturāṅga Daṇḍāsana,e anche durante il transito dalla Vīrabhadrāsana A alla Ūrdhva Mukha Śvānāsana.
  • Bhrūmadhye भ्रूमध्ये – Bhrumadhya o Naitrayohmadya Drishti: il punto tra le sopracciglia (terzo occhio). Si usa in Sūrya Namaskāra durante l’inspirazione seguendo Uttānāsana, durante Ūrdhva Mukha Śvānāsana, e di nuovo durante inspiro dopo Adho Mukha Svānāsana.
  • Pādayoragre पाडयोरग्रे – Padayoragray Drishti: le dita dei piedi. Si usa in Paścimottānāsana sequence ed Jānu Śīrṣāsana.
  • Aṅguṣṭhamadhye अङ्गूष्ठमध्ये – Angushta Ma Dyai Drishti: i pollici. Si usa in Sūrya Namaskāra vinyasas; Ūrdhva Vṛkṣāsana, Utkaṭāsana, Vīrabhadrāsana I.
  • Nābhicakre  नाभिचक्रे – Nabhi Chakra Drishti: l’ombelico. Si usa in Adho Mukha Śvānāsana.
  • Hastagrahe हसतग्रहे – Hastagrai Drishti: le punte delle dita della mano o il palmo della mano. Si usa in Utthita Trikonasana, Parivritta Trikonasana.
  • Pārśva पार्श्व – Parshva 1,2 : lato destro / lato sinistro. Si usa inUtthita Pārśvasahita, Marīcyāsana C, and Marīcyāsana D.
  • Urdhva Antara: verso l’alto. Si usa in

Sembra facile, in fondo devi solo dirigere il tuo sguardo su un punto. Eppure, la nostra mente dopo pochi istanti si distrarrà nuovamente!

Per i principianti è già un ottimo esercizio mantenere costante il respiro Ujay durante la pratica e, solo successivamente, aggiungere la concentrazione sui punti sopra citati.

Vrikshasana

DRISHTI ha molti benefici: primo fra tutti è l’imparare a mantenere la nostra consapevolezza fissa su un punto. Dove sarà la nostra attenzione, sarà la nostra energia. Inoltre, la pratica DRISHTI aiuta durante le asana di equilibrio come in VRIKSHASANA (posizione dell’albero). È praticamente impossibile rimanere stabili nella posizione se lo sguardo vaga.

Inoltre, DRISHTI prepara alla meditazione: l’attenzione viene spostata dall’esterno all’interno, ci si concentra sul respiro e sul silenzio della mente.

Infine, per i praticanti avanzati questa pratica aiuta ad avvicinarsi al sesto e al settimo passo dello yoga di Patanjali (Dharana e Dhyana). Ciò ti permetterà di accumulare forza ed energia per mantenere il tuo stato di consapevolezza attivo 24 ore al giorno.

Come sempre la pratica dello yoga può essere estesa alla nostra vita quotidiana e non solo sul tappettino.

Buona pratica, OM SHANTI!

 

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Scuola Yoga Contemporaneo
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