Campane Tibetane – le sacre ciotole del canto

Le campane Tibetane – cosa sono e come vengono usate

Le campane tibetane sono tipiche campane statiche o a terra. A differenza delle campane tradizionali che conosciamo in occidente, la campana tibetana non viene infatti appesa capovolta e il batacchio non è interno e a pendolo, ma manuale ed esterno: la campana viene suonata colpendola e/o sfregandola con il percussore sul bordo esterno. Il suono di questi strumenti corrisponde ad una lunga vibrazione poliarmonica. Questa caratteristica le ha rese molto usate per fini religiosi, per i riti e le meditazioni.

Le origini

Le antiche ciotole del canto tibetano, hanno origine in Tibet ancor prima dell’avvento del Buddismo indiano.
Per trovarne la loro traccia ed il loro utilizzo dobbiamo risalire all’antica religione Bon.
I monaci Bon ne conoscevano sia il valore che l’utilizzo sul corpo umano.
In Tibet i monaci Bonpo (classe più elevata dei monaci Bon) erano considerati veri e propri Sciamani; le utilizzavano per la guarigione spirituale dell’uomo che presentava segni di malattie non visibili.
In India invece, i grandi meditatori Mahasitha, ne facevano uso per riequilibrare i centri energetici.
Con l’avvento del Buddismo indiano, Padmasambhava ed i Bonpo unirono le loro comuni filosofie per armonizzare corpo e mente.

Ulteriori fonti raccontano che le prime notizie relative alle Campane Tibetane risalirebbero al 2000 a.C., più precisamente proverrebbero dalle zone montuose dell’ Himalaya: Tibet, Mongolia, India del Nord, Cina e Nepal dove il loro utilizzo era vario e singolare: da ciotole per raccogliere le offerte, a recipienti per cucinare oppure usate come strumenti a funzione taumaturgica, in Nepal le partorienti mangiavano nelle ciotole per ripristinare la mancanza di minerali; venivano poi anche usate per ripulire l’atmosfera dalle energie negative a dai blocchi emozionali.

Come  si suonano e la loro composizione

Suonate per mezzo dei tradizionali batacchi di legno favoriscono il rilassamento e la concentrazione guidando la mente verso stati meditativi, riequilibrando i centri energetici diventano preziosi strumenti di guarigione.
La loro duplice mansione, emanare vibrazioni ed emettere un suono ricco di armoniche genera sensazioni di pace che toccano nel profondo gli esseri umani.
Nella loro composizione c’è l’essenza stessa dell’intento: armonizzare l’uomo con il Cosmo.

Solitamente sono composte in una lega bronzea composta circa del 78% di rame e del 22% di stagno, ma le più preziose e quelle considerate migliori per quanto attiene al suono sono, secondo la tradizione, quelle composte da una lega che comprende i sette metalli planetari: argento per la Luna, ferro per Marte (e meglio se di origine meteoritica), mercurio per l’omonimo pianeta, stagno per Giove, rame per Venere, piombo per Saturno ed oro per il Sole. La lega può comunque arrivare a ricomprendere fino a 12 metalli.

Usi

La campana tibetana racchiude e riproduce il mantra Om (a-u-m).
Questa sillaba è conosciuta anche come: omkara; l’inno dell’universo; l’inizio del tempo; il suono primordiale della creazione; l’infinità dell’Essere; la Verità cosmica. É contenuto nella forma di seme (bija) nei mantra Vedici costituendone la radice primaria.
Il “canto” della campana tibetana, vibrando all’unisono con le stesse meravigliose frequenze universali, rapisce la nostra attenzione. Essendo l’origine stessa della profonda vibrazione universale, la sillaba Om trascende le influenze della natura materiale (guna) ed è in grado di purificare ogni cosa sia all’interno che all’esterno.

Utilizzare una o più campane come riferimento tonale per recitare o cantare un mantra è una esperienza piena e soddisfacente che si può attuare con relativa facilità.

A seguito di numerosi esperimenti è stato appurato che tenendo gli occhi chiusi, le vibrazioni delle campane tibetane sono in grado di stimolare le onde alfa (da 8 a 15 Hz, cicli al secondo) del cervello, che predispongono ad un rilassamento ideale, favorevole alla meditazione. Inoltre, Le onde delta con attività elettriche da 0,5 a 4 Hz, cicli al secondo e le onde theta, da 5 a 7 Hz, cicli al secondo, si manifestano non soltanto nelle fasi di sonno, ma anche quando siamo in uno stato di immaginazione, creatività, ispirazione e meditazione.
La campana tibetana viene utilizzata per dare inizio alle sessioni di meditazione e poi per concluderle (rintocco iniziale e finale).
Anche le sessioni di Yoga possono essere interessate alle sonorità delle campane tibetane. Le loro vibrazioni accompagnano gli ascoltatori verso naturali stati meditavi. La mente si sgombra dall’eccesso dei pensieri. Un particolare campo di applicazione delle campane è quello dello yoga nidra. Utilizzata come suono in sottofondo, può essere inoltre un’ottima guida per la meditazione attraverso il canto di mantra e preghiere. Grazie alla calma mentale che la campana tibetana è in grado di donare, è possibile accedere con più facilità alla nostra parte più profonda e saggia.

La posizione corretta della schiena, le spalle rilassate, i movimenti fluidi e consapevoli delle nostre mani sulla campana tibetana, sono già di per sé una tecnica di concentrazione, addestramento per la mente e una forma di meditazione.

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Alcuni benefici attribuiti alle campane tibetane:
• Stimolare l’energia vitale;
• Risolvere i più comuni disturbi del sonno;
• Tonificare il sistema cardiocircolatorio;
• Aumentare le capacità immunitarie e l’autoguarigione;
• Sincronizzare gli emisferi destro e sinistro del cervello migliorando così le proprie qualità;
• Migliorare la concentrazione;
• Rapido raggiungimento di uno stato di profondo rilassamento;
• Armonizzare il flusso del prana controllato dai chakra;
• Creare maggior silenzio interiore e predisposizione alla meditazione

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